Siamo lieti di inaugurare la freschissima sezione “Interviste” con l’uomo che ci ha colpito per il suo gentile modo di accostare la sua carriera ad una vita umile e onesta; abbiamo intervistato Sasha Carassi, Produttore – DJ e proprietario della rinomata etichetta “Phobiq“.

Lo abbiamo torturato e sottoposto a 10 domande, che in futuro riproporremo a vari artisti del suo calibro per confrontare i modi di vivere e di pensare dei vari produttori di Phobiq e non.

 

Dopo il datato boom della Techno Detroit (poi andato piuttosto in discesa) nell’attuale periodo si è ormai consapevoli di un nuovo ritorno del genere “Techno”.
Pensi che la commercializzazione di questo prodotto possa aumentare ulteriormente rispetto gli anni passati?

La Detroit è madre della techno, e a differenza di questa è un genere che è ed è sempre stato lontano dal mainstream. Forse proprio per questo che ha fatto sì che si preservasse intatta ed intoccabile secondo me. La techno rimane una sottocultura marginale, ormai di tutti e per tutti, è diventata un fenomeno di massa e questo non fa altro che renderla assolutamente commerciale, non c’è quasi nulla di underground, soprattutto nei parties! …a volte credo ci sia un non so che di kitch che rasenta il neomelodico, peccato!

 

Napoli, la Berlino italiana.
Questa città  sforna talenti a tutto andare, partendo da te, arrivando a Capriati e Markantonio, per non citarne molti altri ancora.
Cosa succede nel sangue napoletano? Com’è possibile che tu e i tuoi compaesani abbiate questa particolare fantasia nel produrre techno? I napoletani hanno una marcia in più o lo ritieni un puro caso?

Non posso contraddirti ;) Napoli e’ una musa ispiratrice per me e per i miei colleghi, lo è stata sempre. Ci sono mentori come Rino Cerrone al quale tutti noi “novelli” dobbiamo tanto, loro ci hanno lasciato una grande eredità musicale e noi la stiamo ancora sfruttando a nostro vantaggio.
Il punto è che da un po’ di tempo le pasticcerie al mattino, insieme alle sfogliatelle sfornano anche dj e produttori…

 

Essere un dj del tuo calibro, come incide sulla qualità  della vita? Immaginiamo che suonando qua e là tutte le settimane sia difficile stabilire quale sia la tue vera dimora. Ci racconti questo magico stile di vita?

Sicuramente tutti noi che riusciamo a mangiare pane e musica dobbiamo ritenerci dei privilegiati. Facciamo il lavoro che ci piace e che innanzitutto è la nostra più grande passione, viaggiamo in tutto il mondo, abbiamo tanta gente che ci idealizza, il guadagno è ottimo, che vuoi di più dalla vita!? Certo è, che devi pur fare qualche rinuncia, ma se accanto hai una persona che trasforma il sacrificio in una cosa costruttiva, allora sei molto fortunato, come me! Nonostante il lavoro si sia raddoppiato, riesco tranquillamente a godere della mia famiglia, della mia casa e degli amici più cari. Il tempo per gli affetti  e per chi ti supporta e crede in te bisogna trovarlo sempre! Senza di loro noi dovremmo cambiare lavoro ;)

 

Cosa puoi dirci riguardo la catalogazione della musica techno negli ultimi anni? Secondo noi la parola “techno” non è più sufficiente, comprende troppi generi, e non riusciamo a non pensare che Beatport sia almeno in parte l’artefice di questo minestrone.
Cosa ne pensi?

Potrei riprendere il discorso della prima domanda che mi hai fatto.. Beatport come tutto ciò che diventa business, viene manipolato, e viene persa quindi di vista quella che è la qualità, mi sono sempre fatto tante domande..vedendo le chart mi sono dato una risposta! ;)

 

E’ la prima volta che abbiamo l’onore di intervistarti, raccontaci brevemente i momenti salienti del tuo successo.

Ho iniziato 23 anni fa come dj e qualche anno dopo come produttore, ho suonato accanto a dj che stimavo da morire, ho fatto dischi su etichette americane che ai tempi erano sulla cresta dell’onda, ma da lì a diventare un professionista c’era da combattere, ed io per tanti problemi non ne avevo la forza. 6 anni fa ho deciso di buttarmi tutto alle spalle e volermi reinventare sia come uomo che come artista, e mi è venuto molto naturale avendo il totale supporto di quella che oggi è diventata mia moglie, Rosa. Il primo disco che ha dato il là alla mia carriera aveva un titolo assolutamente provvidenziale: ” Perseverance”, e mi ha portato tanta fortuna. Da li la nascita della mia Phobiq,voluta fortemente, specchio di cio’ che io sono musicalmente,interpretazione del mio gusto musicale e di quello che propongo nelle mie performance. Sono fiero di LEI!

 

Phobiq, la tua etichetta, parlaci un po’ di lei! Com’è nata? Chi cura le grafiche delle varie release e come vengono realizzate? Quali consigli puoi dare ai nostri lettori che vorrebbero entrare nella vostra psichedelica famiglia?

Bhe mi riallaccio alla mia risposta di prima, Phobiq e’ nata dalla mia serenità interiore, è stata terapeutica per me, davvero, ed è per questo che ci tengo tantissimo!
Inizialemte ero stesso io a curarmi delle grafiche, niente di che ma spero almeno carine e concettuali. Poi è subentrata l’esigenza di un restyling e così ora Alb Nous si occupa sia di Phobiq che della neonata Ribbon. Le sue grafiche fatte completamente a mano mi fanno impazzire!
I consigli non bastano per entrare nella crew di Phobiq, bisogna avere la musica giusta, di qualità, e da abolire i plagi e le banalità. Io pretendo il massimo.

 

La domanda più grande che si fanno i non addetti ai lavori è sempre la stessa: come ti vengono in testa le idee musicali che componi? Parti a produrre con un’idea ben precisa o l’idea ti viene nel momento in cui sperimenti i suoni?
Che software usi?

Le idee mi vengono naturali,di sicuro andare a suonare tutti i week end mi aiuta un sacco, così come ascoltare musica a 360 gradi quasi tutti i giorni. Necessariamente bisogna essere sereni per creare musica, non dimentichiamo che è lo specchio di ciò che siamo e che proviamo, se non sei spensierato è impossibile sedersi in studio e forzare quello che può nascere solo grazie al giusto mood !
Ableton tutta la vita!

 

Producisuoni solo techno? Hai altri pseudonimi con cui produci generi differenti o sei concentrato e fermo sullo stesso filone?

Nessun Pseudonimo ora, faccio techno sotto il mio nome e basta.

 

Abbiamo visto sulla tua pagina di facebook alcune foto con Dubfire, dobbiamo aspettarci future collaborazioni?

Siamo diventati molto amici e ci frequentiamo anche al di la dell’ambito lavorativo, e il divertimento insieme e’ assicurato!
Dopo l’estate cercheremo di vederci in studio per una collaborazione insieme ;)

 

Domanda scontata ma obbligatoria: che progetti hai per il futuro? Immagini la tua pensione con cuffie e giradischi o hai in mente una vita più tranquilla con la tua famiglia?

Progetti per il futuro? Sì tantissimi :) La mia pensione la vedo molto ma molto lontana.. sono appena agli inizi ;) Cuffie, giradischi e famiglia vanno a braccetto e fortunatamente si sono unite in un sodalizio a dir poco perfetto!

 

 

Ringraziamo Sasha per l’intervista, e Rosa (sua moglie) per il supporto che ci ha fornito!
Alla prossima settimana per un’altra intervista esclusiva.