Rinfreschiamo la sezione interviste, dopo un recente approfondimento della carriera di Benoit & Sergio, spostando l’attenzione su Alex Bau, pioniere della Techno con grandi fondamenta musicali.

 

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Prima di iniziare con le domande, hai una colonna sonora da proporre ai nostri lettori per la tua intervista?

Una colonna sonora? Intendi una traccia da ascoltare durante l’intervista o la colonna sonora del mio film preferito? Beh, in ogni caso, quando si parla di colonne sonore mi sento di raccomandare la soundtrack del mio DVD “Wasabi Tunes” intitolata “Gringotechno in Australia” (link). O si può semplicemente leggere l’intervista senza musica e subito dopo correre a ordinare il DVD completo su Amazon, che non contiene solo colonne sonore ma anche immagini in movimento ;)

 

E’ la prima volta che abbiamo l’opportunità di averti a disposizione per un’intervista, raccontaci brevemente come è iniziato il tuo successo!

Beh, il mio primo “successo” è stato molto tempo fa, circa agli inizi degli anni ’90, quando sono riuscito per la prima volta a mettere a tempo un disco con un altro. E’ stata davvero una bellissima sensazione, visti gli innumerevoli tentativi falliti fino a quel momento! Poi da un momento all’altro sembra tutto semplice e naturale, ma non bisogna dimenticare che è da lì che tutto inizia.

 

Dopo il boom della Techno Detroit, oggi possiamo notare un’ ulteriore crescita della musica techno. Pensi che questo genere possa espandersi ancora in futuro?

Ad essere onesti, tutta questa inutile e scopiazzata “dark techno” che sta continuando a uscire da molto tempo corre il rischio di ributtare tutto giù come una volta, perchè pochi cercano di inventare, e quasi tutti vogliono che la traccia sia “come quella di…” senza ovviamente creare qualcosa di interessante e nuovo. Ci sono tante produzioni inerenti al suono dark, ma il flusso di imitazioni è orribile, e questo grande numero di musica copiata senza significato, rende la musica techno poco interessante per molta, troppa gente.
Dall’altro lato, ci sono ancora molti spiragli nel mondo dove la Techno ancora non ha ricevuto le attenzioni che merita, e questo sembra migliorare con il passare del tempo, anche se molto lentamente.

 

Essere un DJ della tua portata influenza la tua vita? Viaggiando ogni settimana non ci si ritrova “senza casa”?

Beh, senzatetto è più adatto ai veri grandi nomi della scena che suonano qualcosa come 20-25 giorni al mese, ma se la vivi come un’artista che suona il fine settimana non è tutto così lontano da casa. E’ sicuramente folle il fatto di volare per il mondo solo per fare sentire la tua musica ad altre persone, ed è anche abbastanza impegnativo, soprattutto quando l’unico momento in cui puoi dormire è sull’aereo, ma come ho detto, quando si ha la possibilità di tornare a casa dopo il weekend o dopo alcuni giorni, è semplicemente  bello ed eccitante, e mentre ti riposi puoi già pensare al prossimo viaggio. Non importa se hai poco tempo per riposarti o per pensarci su, è come una dipendenza.

 

 Cosa ne pensi catalogazione musicale dei tempi moderni? Secondo noi la parola “techno” non basta più, include molti altri generi, e siamo dell’opinione che Beatport abbia condizionato radicalmente questo fattore, confondendo l’utente finale.
Cosa vuoi dire a riguardo?

Beatport è sicuramente fonte di confusione per le persone, a volte mi chiedo proprio come debba essere una traccia per essere definita “techno” secondo Beatport. Il problema più grande relativo a Beatport è che ha una potenza tale da poter influenzare lo stile delle etichette. La verità più brutta è che tutto questo ti porta a nascondere la tua vera anima musicale, e vedendo inoltre che Beatport punta più sulle dimensioni di un banner piuttosto che sull’innovazione, tutto il minestrone diventa un po’ triste.
Mi manca la ricerca di grandi White Label nei negozi di dischi, ma vedo una speranza nel ritorno di questa passione.

 

Competenze VS show-business : perché al giorno d’oggi sembra essere più importante come appari di come  lavori?

Penso che questo fenomeno sia molto legato all’importanza dei social network e di internet in generale. E’ molto facile per le persone avere quello che vogliono sentire, e molto spesso possono ottenerlo anche gratuitamente, non importa se legalmente o illegalmente. Questo porta l’artista ad essere onnipresente in qualunque modo possibile, un tweet non basta più, dopo 10 minuti è già storia. Come si può promuovere la sostanza in un mondo così? Difficile…

 

Gli ascoltatori si chiedono sempre da dove nascono le idee dei produttori. Si inizia con la produzione di una chiara idea o l’idea nasce durante la produzione? Qual’è il tuo sequencerplugin preferito?

Beh, penso che sarebbe sbagliato descrivere techniche di produzione qui, perchè ogni produttore deve trovare la sua strada, e alla gente che ascolta musica non frega un c… di come i suoni siano stati prodotti. L’unica cosa che posso dirti è che parte tutto con un basso e un colpo di cassa. Sarà poi il suono della drum machine a determinare la marcia.

 

Leggendo la tua Biografia, abbiamo imparato che ci sono tantissimi stili di musica diversi nella tua collezione. Con che genere hai iniziato?

Da qui possiamo costruire un ponte con la prima domanda (inerente alla colonna sonora)! Il primo vinile che ho comprato è stato quello della colonna sonora di “Miami Vice”, una serie tv che all’epoca influenzava davvero tanto a livello musicale. Ero affascinato dai suoni creati da Jan Hammer. Ma negli anni ’80, in generale, sono stati una grande influenza soprattutto per me, perchè credo che questa epoca abbia abbandonato i suoni della chitarra aprendo le porte ai suoni prodotti elettronicamente. Alla domanda quindi rispondo che i generi SynthiePop, Wave, New Wave, New Romantic e EBM (da non confondere con la EDM!!!) sono stati un grande step per me.

 

Sappiamo che hai qualche release pubblicata su CLR. Conosci personalmente Chris Liebing? Cosa ne pensi del maestro della techno industriale e della sua etichetta?

Certo, conosco Chris, e lo conosco da tanti anni. Ci siamo conosciuti quando aprì la sua prima etichetta “Audio Recordings Belle”, nel 1997, ed era resident al famoso Omen di Francoforte. Senza alcun dubbio ha fatto la sua strada, e ha portato CLR ad essere un marchio importantissimo in tutto il mondo per il suo particolare stile di Techno.

 

Che progetti hai per il futuro? Pensione con cuffie e giradischi o famiglia e vita tranquilla?

Haha, non ho ancora alcun progetto per la mia pensione! Ma grazie dell’ idea, forse dovrei aprire il primo “Centro per pensionati Techno”.
Per il momento mi sto solo godendo lo scorrere del tempo e mi sto tornando a concentrare sulla produzione di tracce, visto che ultimamente sono stato molto impegnato a remixare tracce  di altri. E’ ora di nuova “Gringotechno” originale, quindi state pronti ad alcune uscite su “Kombination Research” (l’etichetta di The Advent), “Sleaze Records”, e sulla mia etichetta “Credo”. Sono in trattativa con Chris (Liebing) e ci sentiamo spesso, chissà che non esca anche qualcosa su CLR.