Siamo qui, al main event della prima e riuscitissima edizione del festival Eleva, a Reggio Emilia.
Ci rechiamo nel decoratissimo backstage per intervistare alcuni ospiti, e a questo giro tocca ai simpaticissimi Benoit & Sergio, il duo “synth + voce” nato in un piccolo bar di Washington DC.

 

 

A voi l’intervista (a qualche domanda risponderà Sergio, ad altre Benoit):

Prima di iniziare con le domande, potete suggerire ai nostri lettori una colonna sonora che accompagni la vostra intervista?

Certamente, ma non è una traccia Dance: “On Tour, di Kurt Vile“. La ascoltiamo tantissimo, anche fino a 25 volte al giorno!
Parla delle nostre vite, per questo è la nostra canzone.

 

Essere un dj del vostro calibro può compromettere la vostra vita “vera”. Immaginiamo che suonare in tutto il mondo significhi essere senza fissa dimora per un po’ di tempo. Cosa si prova a seguire questo stile di vita?

E’ un miscuglio di pro e contro, un insieme di aspetti contrastanti. Non riesci a vivere molto la tua casa, la tua città, ma hai la possibilità di fare la vita da superstar, viaggiare, conoscere posti e persone.. Abbiamo suonato a Ibiza, in Croazia, in Italia.. Riusciamo a sentirci a casa in qualsiasi posto in cui andiamo, ci sentiamo a nostro agio e ci piace! Alla fine questo miscuglio si uniforma ed è proprio per questo che è così bello.

 

Competenze VS Show Business: perché oggi sembra più importante come appari di quanto bene lavori?

Non sono sicuro che l’immagine sia più importante delle abilità. Credo che anche 100 o 200 anni fa l’immagine importasse tanto quanto adesso, e non la trovo una cosa negativa. Tutto dovrebbe essere importante: la musica, l’immagine, le tue idee, il suono, i tuoi testi. Le cose dovrebbero essere fatte dando semplicemente il massimo di se stessi, questo è quello che conta per la gente.

 

E’ la prima volta che abbiamo l’occasione di parlare con voi, ci raccontate qualcosa riguardo l’inizio del vostro successo?

Non avevamo intenzione di fare musica seriamente, lo facevamo come passatempo nello studio che avevamo comprato (quasi per sbaglio). Il tutto iniziò a prenderci più di quanto avremmo creduto, e in men che non si dica siamo arrivati dove siamo: chiamiamolo tempismo perfetto. Se fai una cosa per il successo, il successo non arriverà mai!

 

Che lavoro facevate prima di intraprendere la carriera musicale?

Io (Sergio) facevo l’insegnante, e Benoit lavorava per una società sportiva.

 

Avete altri pseudonimi?

Quando abbiamo iniziato a fare musica, nessuno si ricordava i nostri nomi storpiandoli spesso con Sergo e Benut, quindi abbiamo conservato questi “pseudonimi” per i progetti che non ci convincono.

 

Gli ascoltatori si fanno sempre la stessa domanda: come vi vengono le idee per produrre? Vi mettete al computer con un’idea ben precisa o l’idea viene da se in fase di produzione? E qual’è il vostro sequencer preferito?

Di solito partiamo senza avere idee precise. Ci chiudiamo in studio con drum machine, alcuni loop, un giro di batteria e poi si gioca con le tastiere. La voce viene dopo. E’ un processo, ed è così che inizia il tutto. Spesso le nostre migliori tracce vengono prodotte dopo essere stati in studio per cinque ore, alternando momenti di concentrazione a momenti di relax e distrazione. In questo modo riusciamo ad avere molte più idee. Ogni intuizione è solitamente l’elaborazione di una vecchia idea, modificata e riadattata rispetto alla sua origine. Ognuna è spontanea, chissà da dove provengono.
Il nostro sequencer preferito è Ableton, ma Benoit usa anche molti sintetizzatori analogici.

 

Cosa ne pensi (Sergio) del video virale in cui Seth Troxler si mostra nudo?

Penso che sia molto intelligente, si mostra nudo sapendo che è di questo che la gente vuole parlare. E’ sempre stato un genio per queste trovate, sin da quando aveva 19 anni.

 

Domanda ovvia ma obbligatoria: che progetti avete per il futuro? Vi immaginate una vecchiaia con le cuffie e giradischi o con la vostra famiglia in una vita più tranquilla?

Sta nascendo una collaborazione costante con i Vision Quest poiché abbiamo iniziato con la loro etichetta e ci siamo piaciuti sin da subito. Suoniamo spesso insieme e vediamo le nostre strade sempre più vicine. Un progetto imminente di cui sentirete parlare è “Adjustments”.
La nostra vecchiaia la immaginiamo piuttosto tranquilla, io (Sergio) vorrei vivere in campagna e leggere moltissimo; niente figli. Non voglio figli. Ieri sono andato al parco giochi e non ho avuto una bella esperienza!
Invece di fare figli credo che continuerò a ballare, yeah!

 

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Un ringraziamento speciale va a tutto lo splendido staff reggiano di Eleva che ci ha regalato questa bellissima occasione.