Ormai il sistema più rapido ed efficace (se non l’unico) per iniziare a riempire il calendario di un DJ è posizionarsi nella top 100 di Beatport. Ora sembra che raggiungere lo scopo sia più facile che mai.
In questi giorni, molti di voi avranno sicuramente visto apparire su Facebook il tristissimo annuncio in questione, che promette di permettere alla vostra ultima produzione di scalare la classifica del famoso portale verde e nero. Il tutto ovviamente a pagamento.

Questo sistema è stato più e più volte bandito da Beatport, ma evidentemente con scarso successo. Il CEO dello shop digitale dichiara addirittura che “il nostro staff passa una notevole quantità di tempo e denaro a bloccare questi finti account che auto-comprano le proprie tracce”, ma dimentica di dire “con scarsi risultati”.

Il servizio, registrato con IP spagnolo, offre quanto segue:

beatport-boost-sales

 

Quando è stato chiesto, la società ha rifiutato di dichiarare il proprio nome, e afferma che acquistando tra 300 e 350 brandi nella prima settimana dopo l’uscita del disco garantirà un posizionamento nella top 20, il tutto semplicemente aggiungendo € 1,25 al prezzo di ogni download.
Anche se Beatport usa svariati algoritmi per prevenire che questo accada, il servizio promette di riuscire nell’intento usando vari account di diversa provenienza e con diversi IP, proprio come fossero persone vere.

Un utente di nome DJB, attratto dal servizio, ha scritto una mail alla società, fingendo di essere proprietario di un’etichetta che vuole “pompare” una delle proprie tracce.
A questa mail risponde un certo Anton, citando quanto segue: “Per questo servizio non possiamo fornire esempi pratici, perchè ovviamente deve prevalere l’anonimato per ogni cliente. Siamo una compagnia seria, e lavoriamo per grandi artisti e grandi etichette. Il nostro lavoro è garantito!”

 

Anton non è il primo ad offrire un servizio simile, ed è altamente improbabile che sarà l’ultimo. Con questo siamo arrivati al punto dove il talento non vale più nulla, e dove piano piano i download necessari per entrare in classifica saranno sempre di più.

E ovviamente la moneta vince, come sempre.