L’ amministratore delegato del Cocoricò Marco Palazzi, a nome del gestore del locale Fabrizio De Meis ha inviato una lettera direttamente al Premier italiano Matteo Renzi, minacciando di sradicare la Piramide dall’Italia se le leggi non cambieranno un po’ a favore dei lavoratori e degli imprenditori. Andando quindi a spostare il Cocoricò in un altro paese europeo.

Un Cocoricò difficoltoso, stanco di subire le pressioni dovute da leggi vecchie ed obsolete, che a malapena è riuscito a concludere in positivo una stagione nonostante sia ancora il locale numero 1 in Italia.

La lettera, come riportata su italia-24news.it, è la seguente:

“Oggi abbiamo subito l’ennesima sanzione come da regio decreto del 1934, una legge di 80 anni fa. Francamente in queste condizioni operare è diventato difficile se non impossibile, la programmazione artistica e gli investimenti sono un rischio permanente, sono anni che riceviamo proposte da Ibiza e da altri Paesi e le abbiamo sempre rifiutate. Amo la mia terra, amiamo il nostro Paese ma così per noi è diventato impossibile lavorare e se le cose non cambieranno saremo costretti ad emigrare all’estero”. Quindi l’appello: “mi rivolgo alle istituzioni, soprattutto a chi ha la responsabilità delle leggi di questo Paese e, in primis, al premier Matteo Renzi: o le leggi di questo Paese “cambianoverso” o il Cocoricò cambia Paese.”

 

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E conclude con queste parole:

“Ora, i numerosi episodi sanzionatori che si sono succeduti soprattutto in questi ultimi tempi ci fanno intendere che esiste un problema. E qui ci tengo a chiarire una cosa: non è mai esistito un problema con le forze dell’ordine, Prefettura, Polizia, Carabinieri, ecc.. o con l’Amministrazione comunale. Forze dell’ordine verso le quali – e voglio sottolinearlo- nutriamo assoluto rispetto. Come uomini, come cittadini responsabili e poi come imprenditori abbiamo sempre collaborato con loro per debellare ogni forma di criminalità: non possiamo certo ritenere ingiusto che le Forze dell’Ordine applichino le leggi dello Stato ed ogni forma di ricorso non va vista come una mancanza di rispetto nelle istituzioni ma un disperato tentativo di tutelare la sopravvivenza della nostra azienda di fronte a leggi secondo noi inadeguate”.

 

 

Cosa ne pensate?

 

Fonte: italia-24news.it